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Città di Aprilia

Il Discorso del Sindaco Antonio Terra alla cerimonia per la firma dell’Atto di Gemellaggio tra Aprilia e Aldeno

Buongiorno a tutti e grazie di essere qui oggi,

voglio rinnovare innanzitutto il mio personale benvenuto agli amici di Aldeno, al Sindaco Nicola Fioretti, al Vicepresidente dell’Associazione Trentini nel Mondo Armando Maistri e all’intera delegazione trentina, arrivata ieri ad Aprilia per questo momento così importante per le nostre rispettive comunità cittadine.

La firma di questo Atto di Gemellaggio è per me motivo di grande orgoglio. Oggi affiorano in me tanti ricordi dell’infanzia: la mia famiglia è di origini abruzzesi, ma sono cresciuto nelle campagne di Casalazzara, una delle frazioni apriliane in cui – a partire dal 1939 – si sono stabilite le famiglie trentine provenienti da Mahovljani. Per questo oggi è una giornata carica di emozioni per me: in fondo, mi sento anche io un figlio della comunità trentina pontina!

Quella dei trentini apriliani è una storia nella Storia, affascinante, quasi “manzoniana”: chiamati a colonizzare la Bosnia Erzegovina dall’Impero Austro-Ungarico negli ultimi decenni del 1800, le famiglie di Aldeno furono travolte dalla Grande Guerra, che soffiando sul fuoco del nazionalismo, spazzò via gli imperi sovranazionali e li sorprese estranei in una terra straniera, che credevano fosse divenuta la propria casa.

Da Mahovljani furono di nuovo spinti a riprendere in mano la valigia e chiamati a colonizzare un’altra terra, non più però fuori dai confini patri, ma in Italia, nella pianura pontina, in quelle campagne tra Roma e Latina lambite dalla palude e dalla malaria. L’opera dei trentini, così come quella dei tanti gruppi regionali giunti ad Aprilia tra la fine degli anni ’30 e l’inizio del decennio successivo, si dimostrò titanica. Non solo per il sapiente sforzo profuso nel rendere coltivabili terre non proprio ospitali. Ma anche per la capacità di integrazione, di dialogo e di costruzione del bene comune, ampiamente dimostrata nel secolo scorso e ancora oggi.

Del resto, Aprilia è una Città giovanissima che si è saputa costruire sulla capacità dei suoi abitanti, tutti originari di province e regioni diverse, di lavorare insieme. È dall’incontro e dallo scambio proficuo di conoscenze, tradizioni e valori che il nostro territorio ha saputo crescere e svilupparsi, conservando legami antichi e creandone di nuovi.

È sull’onda di questo stesso spirito che la Città ha deciso, a partire dai primi anni ‘90, di avviare diverse esperienze di gemellaggio: Aldeno è la nona Città gemellata con Aprilia. Il numero cospicuo di gemellaggi avviati rispecchia la peculiarità del nostro territorio e la molteplicità delle sue genti.

I gemellaggi, però, rispondono anche ad un’idea dello stare insieme che parte dai legami nella Città e tra le Città. Mi tornano alla mente, oggi, le parole di Giorgio La Pira, Sindaco di Firenze nel secondo dopoguerra, che proprio a partire dall’idea di Città ha saputo avviare cantieri di dialogo e prospettive di sviluppo, superando anche i confini nazionali.

Nel discorso inaugurale all’incontro dei Sindaci delle Capitali del mondo del 1955, La Pira sottolineava come “Storia e civiltà si trascrivono e si fissano, quasi pietrificandosi, nelle mura, nei templi, nei palazzi, nelle case, nelle officine, nelle scuole, negli ospedali di cui la città consta. Le città restano, specie le fondamentali, arroccate sopra i valori eterni, portando con sé, lungo il corso tutto dei secoli e delle generazioni, gli eventi storici di cui esse sono state attrici e testimoni. Restano come libri vivi della storia umana e della civiltà umana: destinati alla formazione spirituale e materiale delle generazioni venture”.

Le Città sono insomma custodi di un patrimonio enorme, anche quando – come nel caso di Aprilia – la loro storia sia stata avviata da meno di un secolo. Aprilia, in questo, custodisce anche la storia delle genti che l’hanno costruita e poi ricostruita dopo la guerra, così come la storia dei loro luoghi di origine.

Luoghi che esistevano prima della nascita delle Regioni e che, spesso, esistono da prima della nascita della Repubblica e dell’Italia stessa. Quanto sarebbe bello che anche l’attuale dibattito sull’autonomia regionale tenesse conto delle Città e dei loro legami profondi, capaci di superare i confini delle Regioni e persino quelli del nostro Paese!

L’ampio respiro di una discussione improntata ai municipi piccoli e grandi, e alle aree metropolitane presenti nel nostro Paese, riuscirebbe anche a superare gli anacronistici campanilismi e a regalare all’Italia una visione capace di coniugare attenzione alle nostre radici e slancio verso il futuro.

Alla luce di queste riflessioni e dell’importanza delle Città per il nostro Paese, voglio infine ringraziare il Circolo Trentino Pontino, per l’opera di conservazione della memoria e dei legami, sia con Aldeno e le località trentine di origine, che con Mahovljani e i territori della Bosnia Erzegovina. Questa giornata è frutto dell’intuizione delle nostre famiglie trentine, della loro opera e dei loro sforzi.

Grazie a tutti e viva il gemellaggio!