MENU

Città di Aprilia

Tipicità

Kiwi Latina IGP

Il Kiwi Latina IGP si riferisce al frutto allo stato fresco ottenuto dalla specie botanica “Actinidia deliciosa” varietà Hayward. La zona di produzione comprende 24 comuni nelle provincie di Roma e Latina (Sabaudia, Latina, Pontinia, Priverno, Sezze, Cori, Sermoneta, Cisterna di Latina, Aprilia), nella Regione Lazio.

Il Kiwi Latina IGP ha forma cilindraco-elissoidale con diametro inferiore all’altezza. La buccia è di colore bruno e fondo verde chiaro: la polpa è di colore verde smeraldo chiaro, con columella biancastra e morbida, circondata da una corona di piccoli e numerosi semi neri. La consistenza è soda, il sapore presenta una sapidità tipica, dolce-acidula gradevole che si raggiunge a completa maturazione.

La tipicità del Kiwi Latina IGP deriva dalla combinazione di fattori quali il clima, temperato-umido privo quasi del tutto di gelate, e le caratteristiche del suolo sabbioso e ricco di minerali di origine vulcanica.

 

Aprilia DOP

L’Aprilia DOP comprende le seguenti tipologie di vino: Bianco, Rosso e Rosato. La Denominazione include anche numerose specificazioni da vitigno

L’Aprilia DOP Bianco o Bianco di Aprilia ha colore giallo paglierino più o meno carico; profumi di fiori e frutta bianca si succedono a note aromatiche; in bocca è secco e balsamico.L’Aprilia DOP Rosso o Rosso di Aprilia ha un colore rosso rubino intenso; i profumi si aprono su note di prugna anche secca e mora; in bocca tornano i sentori olfattivi del fruttato con un taglio acido-sapido e tannini morbidi.L’Aprilia DOP Rosato o Rosato di Aprilia ha un colore rosa brillante; i profumi sono floreali e fruttati con una prevalenza di ciliegia e di speziatura dolce; in bocca è fresco, delicato, con un tannino appena accennato.

Di fondamentale rilievo sono i fattori umani legati al territorio di produzione, che per consolidata tradizione hanno contribuito ad ottenere il vino “Aprilia”. La presenza della viticoltura nell’area delimitata risale all’epoca preromana, ma iniziò a declinare già ai tempi Plinio a causa disboscamenti selvaggi che provocarono la formazione di zone acquitrinose e paludose e l’insorgere della malaria, spostandosi progressivamente verso le zone limitrofe più interne e poste ad una altitudine maggiore. Al Rinascimento risalgono i primi lavori di bonifica della palude pontina ad opera del papa Leone X, che furono proseguiti da papa Sisto V e da Pio VI sul finire del Settecento: ciò permise di rendere coltivabili molti terreni contribuendo alla rinascita dell’agricoltura. La bonifica definitiva della risale agli anni trenta del secolo scorso e ha permesso il totale recupero dei terreni. L’Agro fu diviso in unità terriere di estensione variabile a seconda della fertilità del terreno e con una media di 20 ha per ogni gruppo familiare, che ebbe in dotazione una casa colonica (il podere), munita dei servizi civili e agricoli necessari. Nel periodo ottobre-novembre 1932 iniziò l’immigrazione di circa 60 mila contadini veneti, friulani ed emiliani (soprattutto ferraresi) che dovevano popolare l’Agro bonificato. Diedero origine ad una vitivinicoltura che, da una iniziale destinazione per l’autoconsumo (con varietà tipiche delle loro terre di origine come il Sangiovese ed il Merlot) in quanto il vino era considerato un alimento corroborante per il lavoro, passò progressivamente, segnatamente negli anni settanta del secolo scorso, ad una viticoltura da reddito. Grazie alle loro peculiarità, numerosi sono i riconoscimenti ottenuti dai vini a DOC Aprilia sia in ambito locale, nazionale che internazionale; ben figurano inoltre sulle principali guide nazionali. Anche nei concorsi sia nazionali, sia internazionali i vini hanno ricevuto e continuano a ottenere numerosi riconoscimenti.